UNA VECCHIA NAVE IN BOTTIGLIA
Una storia che inizia in Sicilia lungo la costa ragusana per concludersi cinquanta anni dopo sempre in Sicilia, questa volta però alle falde del vulcano Etna.
La storia di una vecchia nave in bottiglia.
Nel 1960 il Capitano di Corvetta Giuseppe Sassone copriva l’incarico di Comandante della nave della Marina Militare “Proteo” A5310. La nave era classificata come Unità adibita al soccorso in mare ed in questo contesto, in quell’anno, operò il salvataggio di un peschereccio ragusano rimasto in balia del mare grosso a causa dell’avaria del timone e quindi ingovernabile.
Furono le mani di un vecchio pescatore siciliano a realizzare apposta, e poi a donare al Comandante del Proteo, questa nave in bottiglia quale riconoscenza proprio per avergli salvato il figlio che era su quel peschereccio imbarcato. Da quel momento in poi, da buon “marinaio scaramantico”, il Comandante Sassone non si staccherà più da quella bottiglia che lo accompagnerà in tutti i suoi successivi imbarchi.
Cinquanta anni dopo, a causa di un trasloco, la bottiglia con il suo modellino si rompe. Il figlio del Comandante Sassone si rivolge all’Associazione Italiana Navi in Bottiglia nella speranza di poter recuperare il prezioso ricordo di famiglia. Recupero felicemente avvenuto proprio in Sicilia, luogo d’origine della nostra storia … però questa volta ad opera di un sottufficiale di Marina Militare dimorante ai piedi del vulcano Etna. Sottufficiale che, ben ricordando quella vecchia nave chiamata Proteo, riconsegna al legittimo detentore una di quelle “piccole cose” che fanno di un vecchio marinaio e di un abile comandante due veri modelli di vita.
Dicembre 2010
Giordano Baroni